Il brokeraggio italiano è in difficoltà
Il brokeraggio italiano ha un problema generazionale. Ed è ora di parlarne guardando i numeri in faccia.
Durante il Convegno Annuale AIBA 2026 “Conoscere per Cambiare Insieme”, il presidente Flavio Sestilli ha proiettato dei dati che dovrebbero far riflettere l’intero comparto. Qualche evidenza su cui non possiamo più chiudere gli occhi:
56,9 anni: l’età media dei broker italiani.
Solo il 18%della categoria è rappresentato da donne.
59,8%: le aziende del settore che dichiarano una difficoltà ELEVATA nel trovare i profili professionali di cui hanno bisogno (a cui si somma un 35,9% con difficoltà mirate).
In sintesi: i giovani non ci conoscono e oltre il 95% delle nostre imprese non riesce ad assumere le persone giuste.
Il paradosso? Il profilo più ricercato in assoluto è proprio il Broker Assicurativo (41,1%). Eppure, il nostro è un settore straordinario. Oggi cerchiamo professionisti ibridi: persone che sappiano gestire Dati e AI, che comprendano le logiche ESG e che, allo stesso tempo, abbiano spiccate doti di consulenza, problem solving e costruzione della fiducia. Esattamente le sfide che le nuove generazioni cercano. Il problema non è l’offerta.
È la narrazione. I giovani non ci scelgono perché, semplicemente, non sanno chi siamo e cosa facciamo.
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